«Qualche gita al mare non deve far pensare che le famiglie italiane siano tornate alla normalità ed il Governo deve continuare con politiche di sostegno dei redditi ed investimenti straordinari se vuole far ripartire i consumi, evitando il tracollo dei bilanci familiari messi a dura prova dal COVID-19, peraltro ancora non debellato» – questo l’appello lanciato dal Movimento Difesa del Cittadino per bocca del Presidente Nazionale Francesco Luongo.

I dati sui consumi sono sconfortanti, con un -29,4% a Maggio, seguiti al – 47% di Aprile. La spesa delle famiglie consumatrici è crollata del 6,4% rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso, il tonfo più ampio mai segnato dall’inizio della serie storica dell’Istat.

Ma oltre al clima di assoluta incertezza sulla seconda ondata del Coronavirus, a preoccupare l’associazione di consumatori sono soprattutto i dati delle tasche dei cittadini, con Banca d’Italia che ha attestato una riduzione dei redditi per oltre il 50% delle famiglie. “L’impatto della crisi è più negativo tra i lavoratori indipendenti: quasi l’80 % ha subito un calo nel reddito e per il 36% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare”.

Per MDC il rischio imminente è che milioni di nuclei familiari sprofondino nell’incubo del sovraindebitamento visto che “la quota di popolazione che non ha sufficienti risorse finanziarie liquide per poter restare alla soglia di povertà per 3 mesi in assenza di altre entrate raggiunge il 55%”.

L’associazione sottolinea soprattutto gli indicatori legati ai pagamenti di rate dei mutui e finanziamenti di credito al consumo, che vedono le famiglie in difficoltà rispettivamente al 40% e al 34%.

L’impatto del lockdown sulle finanze delle famiglie italiane si è tradotto in minore spesa e maggiore risparmio, oltre che in un calo del reddito disponibile, con una Italia spaccata tra chi è riuscito a risparmiare e chi è in grande difficoltà, solo a Marzo una parte delle famiglie ha messo da parte sui conti correnti ben 16,8 miliardi.

In questo scenario il Movimento sollecita il Governo a continuare con politiche che integrino i redditi delle famiglie in difficoltà, almeno fino a dicembre, rilanciando gli investimenti anche grazie alle risorse dell’Unione Europea che devono essere concrete, ma soprattutto rapide.