«Finalmente una inchiesta che fa luce sullo scandalo dei servizi a sovrapprezzo che hanno letteralmente derubato per anni milioni di famiglie italiane dei propri soldi, coinvolgendo anche tanti minori sprofondati nell’incubo degli addebiti per loghi o suonerie mai richieste» questo il commento del Presidente del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo in merito all’inchiesta che sta portando avanti la Procura di Milano nei confronti di alcuni operatori e content service provider.

L’associazione di consumatori da anni fa sentire la propria voce presso l’AGCOM contro le attivazioni abusive di questi servizi chiamati anche VAS (value added services) o servizi premium, di intrattenimento (giochi, video, foto, musica, etc.) e di informazione (meteo, oroscopo, newsgossip, etc.) che generano annualmente un giro di affari enorme, pari a circa un miliardo e mezzo di euro l’anno.

Una torta spartita tra gli operatori per circa la metà, sino al 10% ai provider esterni e il 5-7% ai produttori di contenuti.

Proprio le proteste delle associazioni dei consumatori su una piaga aperta che rastrellava in troppi casi soldi alle famiglie con attivazioni del tutto abusive, aveva portato l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ad emanare a novembre del 2019 un vero e proprio Codice di Condotta per l’offerta di servizi premium (CASP.4.) con la Delibera n. 108/19/CONS.

MDC ha sempre chiesto che ogni tipo di abbonamento a pagamento fosse garantito da trasparenza e piena consapevolezza degli utenti nelle procedure di acquisto, così come la correttezza e la sicurezza nella gestione degli addebiti e dei dati personali dei clienti.

Come dimostra l’inchiesta in corso, prosegue l’associazione, neppure il Codice di autoregolamentazione è bastato a placare un fenomeno divenuto criminale al punto di predisporre addebiti anche alle SIM “machine to machine”, usate dalle macchine come gli ascensori.

Il Movimento annuncia sino d’ora che si costituirà parte civile nel giudizio che seguirà all’esito delle indagini in corso e ricorda ai consumatori che dovessero scoprire addebiti strani o per servizi mai attivati che possono chiamare il numero verde 800.44.22.99 direttamente dal numero su cui sono stati attivati i servizi, oppure rivolgersi al call center del proprio operatore.

L’utente ha diritto al rimborso integrale di quanto addebitato se la richiesta:

  • è inoltrata entro sei mesi dalla data di acquisto per il servizio singolo o entro sei mesi dalla data di disattivazione per quello in abbonamento;
  • è fondata, mancando la prova della volontarietà dell’acquisto (assenza dei log di acquisto; mancanza del doppio click e/o del messaggio di attivazione).

Ai fini del rimborso è sempre opportuno che l’utente conservi l’SMS di attivazione e di disattivazione di un servizio non voluto.

È anche possibile ai consumatori impedire del tutto l’attivazione di VAS chiedendo al call center del proprio operatore o attraverso l’area web o nell’app eventualmente scaricata il cosiddetto barring, ossia il blocco di qualunque servizio premium, sia in abbonamento sia in acquisto.

La rete nazionale di sportelli di MDC sul sito www.mdc.it è a disposizione dei consumatori per eventuali reclami e chiarimenti.