<<Il gap informativo degli anziani sulle funzionalità dei sistemi di home banking è ancora troppo alto con truffe e raggiri in aumento vertiginoso a causa delle restrizioni nell’accesso alle filiali causate dal COVID-19. Necessaria una  maggiore vigilanza da parte degli Istituti di credito e corsie preferenziali per gli appuntamenti presso gli sportelli>> questo l’appello del Presidente del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo a fronte delle denunce sempre maggiori di Phishing via mail e Smishing sui cellulari, che pervengono agli sportelli della associazione.

Stando agli ultimi dati, anche a causa della pandemia in Italia il 51% degli italiani ha intensificato il proprio rapporto con la banca di riferimento sul canale online, mentre il 54% ha aumentato l’uso del mobile.

L’associazione ricorda come la implementazione della Direttiva PSD2 (Payment services directive 2) in primo luogo, le transazioni con carta di pagamento vanno presidiate dall’adozione di due fra tre fattori di autenticazione (cd. strong customer authentication – SCA): un fattore di “conoscenza” che solo l’utente conosce (es.: password), un fattore di “possesso”, che solo l’utente possiede (es.: dispositivo token), un fattore di “inerenza” che solo l’utente è (es. impronta digitale). Inoltre, per i pagamenti online è prevista l’aggiunta di un codice dinamico.

Purtroppo attraverso SMS truffa, accade che truffatori trasmettano link di accesso ad internet che dirottano i malcapitati su siti falsi in cui viene chiesto di inserire informazioni personali sensibili che i cybercriminali possono usare per rubare l’ID delle vittime.

MDC è impegnato da tempo in campagne informative sui digital payments per contrastare le truffe e l’argomento principale è sempre lo stesso: “Nessun istituto bancario invierà mai un SMS per aggiornare le informazioni del conto corrente o confermare il PIN della propria carta di credito, Bancomat o Bancoposta e non bisogna mai cliccare sui link presenti nei messaggi stessi”.

L’associazione di consumatori ricorda anche che i clienti sono tutelati da specifiche previsioni di legge – contenute principalmente nella PSD2 – che riconoscono il diritto al rimborso degli importi indebitamente addebitati; il cliente ha, in via generale, 13 mesi di tempo dall’addebito per chiedere il rimborso di un’operazione che non ritiene sia stata da lui autorizzata o correttamente eseguita dall’intermediario. In caso di rifiuto al rimborso il cliente potrà ricorrere all’Arbitro Bancario e Finanziario.

Come chiarito dalla Banca d’Italia una volta ricevuta la richiesta di rimborso, l’intermediario è tenuto a restituire la somma entro la fine della giornata operativa successiva alla richiesta, a meno che non vi sia il sospetto che il frodatore sia lo stesso cliente che ha sporto denuncia. Spetta comunque all’intermediario dimostrare che l’operazione di pagamento è stata autenticata, correttamente registrata e non ha subìto le conseguenze di guasti tecnici o altri inconvenienti. Se non è stata richiesta la SCA al momento del pagamento online, la banca può rifiutare il rimborso solo se ritiene che il cliente abbia agito con frode; negli altri casi la banca deve dimostrare che vi sia stato dolo o grave negligenza del cliente per rifiutare il rimborso.

Il Movimento Difesa del Cittadino con i propri sportelli territoriale ed on line continuerà a supportare i consumatori, soprattutto se anziani, al fine di tutelarli da Smishing ed altre tipologie di raggiri bancari.