<<Scaricare APP gratuite che, senza alcun preavviso o scelta consapevole del consumatore, diventano a pagamento prosciugando il conto dell’utente con abbonamenti che possono arrivare anche ai 25/50 euro al mese è il cosiddetto Fleeceware, che sta facendo sempre più vittime soprattutto tra i più piccoli durante le vacanze estive>> questo l’allarme lanciato da Francesco Luongo, Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino.

L’associazione di consumatori, impegnata nel progetto MDC Full Digital, sta ricevendo numerose segnalazioni per addebiti derivanti da servizi non richiesti, nonostante siano vietati dal Codice del Consumo e possibili a operatori telefonici e società private solo nel rispetto delle garanzie previste dalla Delibera sui servizi VAS n. 10/21/CONS, in vigore a Maggio di quest’anno.

Lo stop ai servizi non richiesti è automatico per le nuove SIMattivato di default dall’operatore di accesso, mentre per quelle già emesse, sarà necessario che l’utente manifesti il proprio consenso o meno al blocco.

In particolare, sulle SIM già̀ nella disponibilità degli utenti, il blocco è attivato dopo che, trascorsi 30 giorni dalla ricezione dell’SMS di avvertimento, l’utente non abbia comunicato all’operatore di accesso una diversa volontà̀.

La prova della volontà dell’utente di attivare un servizio a pagamento o un abbonamento avviene mediante l’inserimento del numero di cellulare seguito da una One Time Password (OTP) di almeno cinque cifre, che il cliente deve inserire manualmente nell’apposita maschera presente nella landing page del sito dell’operatore o a cui rimanda l’APP.

Purtroppo queste garanzie sembrano essere aggirate da una serie di applicazioni di cui nel 2021 ne sono state scoperte ben 204 su APP store e Google Play Store, per un giro d’affari stimato in 400 milioni di euro.

MDC spiega che si tratta di APP di strumenti musicali, editor di immagini e foto, QR code o lettori di file pdf. In apparenza sono gratuite per un breve periodo, cosiddetto Free trial, decorso il quale si attivano abbonamenti settimanali, mensili i annuali.

Spesso queste applicazioni “spennaconsumatori” sono pubblicizzate sui social network come Facebook, Instagram, Snapchat e TikTok quindi vengono scaricate anche da minori che poi non sanno come giustificare gli addebiti ai genitori.

L’associazione di consumatori per difendersi dai Fleeceware invita a chiamare il proprio operatore per verificare che gli addebiti per servizi VAS siano effettivamente sospesi e in caso di APP a non inserire mai i dati della propria carta di credito o del proprio wallet elettronico per chi ha le carte di credito caricate sui propri smartphone, come nel caso di APPLE Pay.

Sui propri smartphone si può sempre verificare la presenza di eventuali sottoscrizioni ad abbonamenti e cancellarli se disconosciuti:

per gli IPhone nell’Apple ID alla sezione “subscriptions”,

per gli Smartphone con sistema operativo Android bisogna andare nel google account del Google Play Store sempre alla sezione “subscriptions”