<<L’accessibilità ai siti internet delle persone disabili continua ad essere un problema e troppi siti della P.A. continuano ad ignorare gli obblighi della Direttiva UE 2016/2102 recepita con il Decreto legislativo n. 106 del 10 agosto 2018, che ha aggiornato e modificato la Legge 4/2004, introducendo nuovi adempimenti a carico delle amministrazioni e nuovi compiti per l’Agenzia per l’Italia Digitale>> – questa la nuova denuncia del Movimento Difesa del Cittadino sul fronte sempre più caldo dei diritti dei cittadini negati anche in internet.

<<Sono soprattutto i disabili a soffrire dei problemi di accessibilità dei siti degli enti >> spiega Francesco Luongo, Presidente Nazionale dell’Associazione di Consumatori.

MDC ricorda che l’AGID ha predisposto specifiche linee guida che si devono applicare

  1. per i «nuovi» siti web (pubblicati dopo il 23 settembre 2018) a decorrere dal 23 settembre 2019;
  2. per i «vecchi» siti web (pubblicati prima del 23 settembre 2018) a decorrere dal 23 settembre 2020;
  3. per le applicazioni mobili a decorrere dal 23 giugno 2021.

Secondo le nuove disposizioni le PA devono:

  • effettuare le verifiche dell’accessibilità degli strumenti informatici (siti web e app), al fine di valutarne lo stato di conformità;
  • effettuare una “verifica soggettiva” per contratti di fornitura sopra soglia comunitaria
  • compilare e pubblicare una “Dichiarazione di Accessibilità” (sotto la responsabilità del Responsabile per la transizione al digitale – RTD) tramite la procedura online resa disponibile da AGID. Nella dichiarazione potranno essere previste eventuali deroghe all’accessibilità (ricorso all’onere sproporzionato”);
  • predisporre un Meccanismo di Feedback” per consentire ai cittadini di inviare una segnalazione (prima istanza)

Il problema è che in base ai risultati dei test previsti dal Piano triennale per l’informatica 2020-2022 l’AGID ha rilevato che il 67% dei domini pubblici presenta “gravi problemi” mentre il 22% dei siti è “mal configurato”.

Solo il 9% è “sufficientemente sicuro”.

Tra i 21.682 portali Istituzionali sottoposti a monitoraggio dalla Autorità, sono risultati correttamente raggiungibili 20.050 portali Istituzionali, per i quali è stato possibile procedere con il monitoraggio della versione del CMS (Content management system).

È proprio il cosiddetto CMS a dover essere pienamente accessibile anche ai disabili visto che è il software che mette a disposizione un’interfaccia utente grafica (pannello di controllo) da dove puoi gestire ogni aspetto del tuo sito web.

Su 20.050 portali Istituzionali monitorati solo 9.965 (49.7%) utilizzano un CMS tra i più diffusi (WordPress, Joomla, Drupal..ecc). Di questi, 2.738 (13.7%) portali Istituzionali, utilizzano un CMS aggiornato all’ultima versione disponibile alla data di monitoraggio, in 4.631 (23.1%) utilizzano una versione non aggiornata mentre per 2.596 (12.9%) la configurazione era tale da non rendere possibile il rilevamento della versione.

L’emergenza pandemica in atto sta rendendo ancora più difficile l’accesso diretto agli Uffici da parte dei cittadini ed i disabili sono ancor più esclusi di prima a causa della difficoltà di accesso ai pochi servizi on line messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione.

L’Associazione di consumatori non solo ha messo a disposizione dei cittadini un servizio di assistenza per la “Procedura di Attuazione” al Difensore Civico per il Digitale nell’ambito del proprio progetto MDC Full Digital, ma ha anche segnalato i problemi del mancato rispetto della Direttiva 2016/2102 da parte di troppi Enti pubblici alla Commissione  UE in un Parere depositato oggi sugli effetti concreti in Italia della norma europea a quasi 5 anni dalla sua emanazione.