«Tutto come nelle peggiori previsioni ed anche il click day per il bonus bici si è trasformato in un’odissea per milioni di cittadini, nonostante le rassicurazioni del Ministero dell’Ambiente e di Sogei sulla tenuta del sito www.buonomobilita.it. Inaccettabile la beffa per i titolari di SPID Poste Italiane impossibilitati a registrarsi e le code infinite. Alle 15.49 in lista d’attesa c’erano oltre 60mila utenti. Un disastro annunciato che dimostra un gap digitale inaccettabile nei servizi della PA agli utenti» – questo il commento di Francesco LuongoPresidente del Movimento Difesa del Cittadino su quanto accaduto oggi per il bonus mobilità.

Dopo una serie di rinvii e promesse il Ministero dell’Ambiente aveva comunicato per oggi alle ore nove la data fatidica per l’accesso al bonus, pari al 60% della spesa, e fino a 500 euro per chi fino al 2 novembre ha acquistato biciclette, anche a pedalata assistita, e monopattini, che ha un plafond di 215 milioni di euro.

Ricordiamo che i consumatori  aventi diritto devono collegarsi al sito www.bonusmobilita.it, registrarsi con le credenziali SPID, inserire la fattura o lo scontrino parlante del venditore ed infine il proprio IBAN.

In soldoni, per una bici che costa 300 euro il bonus si traduce in un rimborso di 180 euro, mentre per una che ne vale 1.000 il rimborso si ferma a 500 euro.

Purtroppo già dopo le nove l’associazione di consumatori ha ricevuto le prime lamentele dai cittadini che lamentavano il blocco del sito, poi riattivato e di nuovo in tilt verso le 10.

Per tutto il giorno si stanno registrando rallentamenti e la sala d’ attesa virtuale ha code da capogiro che alle 10,30 erano di 445mila persone ed alle 15 e 49 superavano le sessantamila.

All’attesa infinita si è aggiunta l’incredibile beffa per i titolari di SPID Poste Italiane, letteralmente buttati fuori dal sito dopo ore di attesa per la registrazione con il messaggio «Impossibile raggiungere il sito posteid.poste.it ha chiuso in modo imprevisto la connessione».

Come spiegato da MDC, è pacifico il diritto di questi cittadini al risarcimento del danno per non aver potuto fruire del contributo; l’associazione chiede pertanto l’immediato stop alla erogazione del bonus che vedrà esclusi illegittimamente migliaia di cittadini che ne avrebbero avuto diritto e l’attivazione di un tavolo con il Ministero dell’Ambiente per potenziare il contributo con ulteriori fondi , ed evitare l’esclusione di chi ne è stato ingiustamente privato per il malfunzionamento del sito o l’incompatibilità della propria identità digitale, come nel casi di Poste Italiane, che devono a loro volta spiegare l’accaduto a migliaia di clienti.